mercoledì 26 aprile 2017

Le frazioni

Un comune, sei villaggi

Per sfruttare le risorse di questo vasto territorio la popolazione dovette costituire parecchi villaggi, alcuni dei quali ulteriormente suddivisi in modo da formare piccoli nuclei. Vi sono sei villaggi: Brontallo, Menzonio, Broglio, Prato-Sornico, Peccia e Fusio. Si passa così dall'area dominata dal castagno, dove cresce ancora la vigna a quella più elevata delle conifere e dei pascoli alpini. Una successione di fasce con forti variazioni climatiche, vegetative, antropiche.

Brontallo
716 m s/m  Villaggio posto all'imbocco della Lavizzara, costruito su un terrazzo panoramico e in posizione soleggiata. L'abitato, piccolo, chiuso e particolarmente suggestivo, si raccoglie ai piedi del versante per permettere di coltivare intensamente la superficie pianeggiante. Il nucleo si divide in due parti, ognuna con una sua specifica funzione: le abitazioni da un lato e le stalle dall'altro. Il territorio, disposto sui due versanti della valle, risulta ovunque così ripido da aver costretto la popolazione a costruire molti muri di terrazzamento e di cinta, che raggiungono una lunghezza complessiva di almeno 22 chilometri. Oltre al villaggio vale la pena visitare la chiesa sulla cui facciata domina un grande San Cristoforo, l'Ossario con affreschi cinquecenteschi e il maggengo di Margonegia costruito su un dosso soleggiato e panoramico.

Menzonio
731 m s/m
Paese situato alla stessa quota di Brontallo e come questo edificato su un terrazzo, ma assai più verde e in un paesaggio meno scosceso. Malgrado la buona esposizione al sole qui non è più possibile praticare la viticoltura, ma in passato risultava importante la coltivazione del castagno e la campicoltura. Gli abitanti di Menzonio hanno conosciuto nei secoli una forte emigrazione, specialmente verso Roma, dove operavano come stallieri nelle scuderie dei cardinali. Nel villaggio vale la pena visitare la chiesa parrocchiale dedicata a i Santi Giacomo e Filippo e l'oratorio della Madonna Assunta, nel quale si può vedere una grande opera di Gianfredo Camesi, un artista del luogo affermatosi a livello internazionale.

Broglio
703 m s/m
È il primo villaggio sul fondovalle che si incontra risalendo la Lavizzara. Si tratta di un gruppo compatto di case disposte su un ampio e lungo pianoro, leggermente più elevato rispetto al corso del fiume. La chiesa parrocchiale ha origini assai antiche e sulla facciata che dà sul sagrato presenta un grande San Cristoforo, affrescato alla fine del Quattrocento. Nei pressi sorge l'ossario che conserva un dipinto del Seicento raffigurante la Crocifissione. All'estremità nord dell'abitato si trova un'imponente casa borghese secentesca costruita dalla famiglia Correggione d'Orello e poi abitata dalle famiglie Pometta. Si consiglia vivamente un'escursione sui monti di Rima, un ampio terrazzo dove si possono osservare numerosi granai (torbe) e molte altre tipiche costruzioni rurali.

Prato-Sornico
742 m s/m
È il risultato della fusione di due villaggi contigui avvenuta nel 1864. Prato possiede grandi case borghesi che denotano come in passato parte della sua popolazione avesse un elevato tenore di vita. Erano famiglie agiate, arricchitesi con un'emigrazione fortunata nei principali stati europei. Si trattava delle famiglie Berna, Gagliardi, Belli, Pfiffer, Guidini che hanno saputo dare al villaggio un'impronta con caratteristiche quasi di tipo urbano. Prato è all'imbocco di una valle secondaria omonima, vasta e ricca di alpeggi. Sornico è costituito da un esiguo gruppo di case raccolto attorno all'alto campanile e all'antica chiesa matrice di San Martino, che per secoli ha accolto i fedeli dell'intera valle. Questo villaggio era infatti il capoluogo della comunità di Lavizzara che vi aveva costruito anche il palazzo di giustizia dove, durante i tre secoli di dominazione svizzera, ogni due settimane il balivo amministrava la giustizia.

Peccia
840 m s/m
Il nucleo principale di Peccia si trova nel punto in cui si apre la vasta valle laterale omonima che ha ben quattro abitati permanenti: Veglia, Cortignelli, San Carlo e il Piano. Peccia Paese è stato ripetutamente sconvolto da terribili frane e alluvioni che hanno distrutto case e cancellato gran parte dello spazio agricolo circostante. La chiesa di San Antonio abate possiede un altare barocco di grande pregio. La valle di Peccia è dominata sullo sfondo dalla grande mole del Pizzo Castello e della Rossa, due sommità formate da marmo bianco il cui filone scende sul fondovalle, dove, a metà del Novecento, venne aperta una cava che offre un materiale di eccellente qualità. Per diversi secoli a San Carlo si torniva anche la pietra ollare che veniva estratta nella parte alta del versante destro della valle.

Fusio
1289 m s/m
È il villaggio più elevato della Lavizzara e si trova in una zona relativamente ampia e verde. Nel territorio di Fusio in passato si sfruttavano ben 15 alpeggi, in grado di accogliere alcune centinaia di bovini e oltre un migliaio di capre, che fornivano un'elevata produzione di latticini e che costituivano una vera e propria ricchezza. Questo villaggio di montagna era una meta ambita, sia per i valichi che si aprono verso le valli limitrofe come pure per la villeggiatura. A partire dal 1949 vennero realizzati grandi opere per lo sfruttamento idroelettrico, dapprima con la costruzione della diga del Sambuco e poi con il bacino di accumulazione del Naret. In quel periodo iniziò anche un rapido spopolamento e una drastica riduzione dell'attività agricola. L'alpeggio ora viene ancora praticato nelle zone più favorevoli, come ad esempio sull'alpe Campo la Torba, e fornisce prodotti tipici molto apprezzati.

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