Ristrutturazione della cascina al Piatt Fontana
Intervento in occasione dei festeggiamentidomenica 30 luglio 2006
Gentili Signore, Egregi Signori, cari amici,
molti di voi, così come il sottoscritto, hanno avuto la fortuna o la sfortuna di trascorrere parte della giovinezza sugli alpi.
Mentre salivamo i ripidi sentieri, sia dal versante della valle di Prato, sia passando dal passo Fornale, abbiamo avuto tempo di riflettere… di ricordare… e a mano a mano che ci avvicinavamo alla meta, un crescendo di emozioni avvolgeva il nostro cuore.
Sentimenti che oggi riaffiorano forti, impetuosi, perché gran parte di noi ha vissuto molte estati in questi luoghi. In queste cascine abbiamo dormito, mangiato e tante volte, almeno io, anche pianto.
Il "Piatt Fontana" non è diverso da tutti i Piatt della Lavizzara o del Ticino.
Sentieri lunghi e interminabili che conducono a piccole cascine sopra 2000 m di altezza, lontane dal fondo valle, lontane da casa; penso le abbiamo odiate.
Mentre salivo, squarci di passato mi passavano davanti agli occhi, il mio pensiero volto ai nostri avi, alle loro fatiche, alla determinazione, alla voglia di non soccombere. Hanno lottato per regalare a noi, ai loro figli, un futuro migliore, anche se… "migliore", forse non è il termine più corretto… un futuro diverso, questo sicuramente.
Quando negli anni sessanta-settanta il benessere, la ricchezza e la bella vita sono finalmente arrivati, abbiamo voluto dimenticare, abbiamo cercato in tutti i modi di rimuovere quel vissuto, convinti che mai più ne avremmo avuto bisogno.
Eppure… eppure dopo l'abbandono, dopo decenni di oblio, in Vallemaggia e anche in altre valli del Ticino assistiamo ad un ritorno, al recupero di cascine e sentieri.
Difficile dire cosa ci abbia spinto a tornare indietro; al riguardo ognuno ha le sue opinioni, le sue risposte. Ma a prescindere da questo, conservare il patrimonio della nostra storia è l'unico modo per non dimenticare, nonché un doveroso atto di riconoscenza e gratitudine.
Probabilmente i nostri figli e le generazioni future, non proveranno mai le stesse nostre emozioni e un po' me ne dispiace. Ne proveranno delle altre, certo, ritengo sia nostro dovere lasciare loro la possibilità, di tornare in questi luoghi per ritrovare quelle radici, quel senso di appartenenza tanto necessari all'uomo.
Il Municipio è consapevole dell'importanza del vasto territorio che la Lavizzara possiede ed è convinto che il recupero, la salvaguardia e la sua valorizzazione possano contribuire a sostenere l'economia della valle, in effetti mai come in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un nuovo tipo di sfruttamento degli alpi.
Per questi motivi e per incoraggiare i patriziati, che sono i proprietari della maggior parte del territorio comunale, ha istituito un apposito fondo destinato a questo scopo.
Per il lavoro svolto, per l'impegno e la sensibilità profusa in questi anni, ringrazio l'APAV, i Patriziati e tutte le persone che con passione hanno dedicato molto del loro tempo libero a favore della nostra terra.
Grazie e buon rientro a tutti.Michele Rotanzi sindaco
Piano di Peccia (Lavizzara), 30 luglio 2006

